Realizzazione ecommerce: il negozio online che porta ordini
La realizzazione di un ecommerce parte da come compra il tuo cliente, non dalla piattaforma. ALDEIA progetta catalogo, pagamenti, spedizioni e collegamenti con il gestionale, poi guarda gli ordini.
Shopify o WooCommerce: cosa cambia davvero
La scelta della piattaforma pesa su costi, manutenzione e libertà per i prossimi anni. Questi sono i sei punti su cui la decidiamo.
| Aspetto | Shopify | WooCommerce |
|---|---|---|
| Dove vive il negozio | Sul servizio di Shopify, che gestisce server e aggiornamenti. | Sul tuo hosting, dentro WordPress: server e aggiornamenti vanno seguiti. |
| Costi ricorrenti | Abbonamento mensile alla piattaforma, più le eventuali app a pagamento che aggiungi. | Hosting più gli eventuali plugin a licenza. Il software di base è gratuito. |
| Libertà sul codice | Ampia entro i limiti del tema e delle app. | Totale: puoi intervenire su qualunque parte, anche per logiche di vendita particolari. |
| Catalogo con regole proprie | Funziona finché le regole stanno in varianti e app. Oltre serve sviluppo. | Adatto a listini, campi e regole su misura, con più lavoro tecnico. |
| Manutenzione | Poca, in gran parte a carico della piattaforma. | Continua: aggiornamenti, backup, sicurezza. |
| Quando lo scegliamo | Catalogo lineare, voglia di partire presto, poco tempo per la manutenzione. | Hai già un sito WordPress da tenere, o servono regole di vendita che altrove non entrano. |
Un negozio online che non vende sbaglia di solito dopo la home
Il cliente arriva, guarda, riempie il carrello e se ne va prima di pagare. Il punto in cui succede sta spesso nel percorso verso il pagamento, e si può misurare.
ApprofondisciPerché si abbandona un carrello
Perché si abbandona un carrello
I costi che arrivano tardi
Spedizione, contrassegno e tasse mostrati solo alla fine sono tra le cause più semplici da correggere. Il prezzo finale va detto prima del carrello, nella scheda prodotto o nella testata del sito, con la soglia per la spedizione gratuita se esiste.
La fiducia
Chi non ti conosce cerca segnali prima di dare i dati della carta: ragione sociale, recapiti veri, condizioni di reso leggibili, metodi di pagamento riconosciuti. Se mancano, il cliente esce senza dire perché.
La fatica
Registrazione obbligatoria, indirizzo da scrivere due volte, campi superflui. Ogni campo in più è un motivo per rimandare. L’acquisto come ospite, il riempimento automatico dell’indirizzo e i portafogli digitali tolgono fatica, e sono tra le prime cose che controlliamo.
La disponibilità
Un prodotto venduto e non disponibile può costare più di un abbandono: un cliente che non torna. Il negozio deve leggere la giacenza dalla stessa fonte del magazzino, e quando questo non è possibile lo diciamo prima di partire.
- Il carrello si riempie e non si chiude.
- Le spese di spedizione compaiono solo all’ultimo passaggio.
- Dal telefono il pagamento chiede troppi campi.
- Le schede prodotto hanno una foto e due righe copiate dal fornitore.
- La disponibilità sul sito non coincide con quella a magazzino.
Otto lavori dentro un ecommerce
Ogni negozio ne richiede alcuni e non altri. Si parte da quelli che sbloccano gli ordini.
WooCommerce
Negozi su WordPress, per chi vuole il controllo del sito e la possibilità di personalizzarlo a fondo.
Shopify
Negozi sulla piattaforma che porta già catalogo, pagamenti e spedizioni, con grafica e funzioni adattate al marchio.
Headless commerce
La parte che il cliente vede è separata dal motore di vendita: più velocità e più libertà di progetto, anche con cataloghi grandi.
Ecommerce B2B
Listini riservati, ordini ricorrenti, condizioni per cliente e collegamento al gestionale, per vendere ad altre aziende.
Migrazione ecommerce
Passaggio da una piattaforma a un’altra con prodotti, clienti, ordini e indirizzi delle pagine trasferiti con cura.
ApprofondisciCambiare piattaforma senza perdere ciò che il negozio ha costruito
Cambiare piattaforma senza perdere ciò che il negozio ha costruito
Che cosa si porta
Si trasferiscono prodotti e varianti, immagini, categorie, clienti, storico ordini, recensioni e codici sconto ancora validi. Prima del passaggio si decide cosa lasciare indietro: il catalogo non venduto da anni di solito resta.
Gli indirizzi delle pagine
Ogni indirizzo vecchio che Google conosce deve portare alla pagina corrispondente del nuovo negozio con un reindirizzamento permanente, detto 301. Senza, le pagine che oggi ricevono visite danno errore e le posizioni nei risultati si perdono.
Dopo l’apertura
Nei primi giorni si controllano errori di scansione, ordini, email e dati di tracciamento, confrontandoli con il periodo precedente. Il vecchio negozio resta consultabile finché non è tutto verificato.
Integrazione ecommerce ed ERP
Il negozio e il gestionale si scambiano prodotti, giacenze, prezzi e ordini senza inserirli due volte.
ApprofondisciCollegare negozio e gestionale: cosa va deciso prima
Collegare negozio e gestionale: cosa va deciso prima
Chi comanda sul dato
Per ogni informazione si sceglie una sola fonte. Di solito il gestionale comanda su codici, prezzi e giacenze, il negozio comanda sugli ordini e sui dati del cliente. Se due sistemi possono modificare lo stesso campo, prima o poi si sovrascrivono.
Ogni quanto si aggiorna
Le giacenze di un prodotto che vende poco possono aggiornarsi ogni ora. Quelle di un articolo in promozione vanno aggiornate subito. La frequenza si sceglie per tipo di prodotto, non per tutto il catalogo.
Quando qualcosa non passa
Un ordine che non arriva al gestionale deve generare un avviso a una persona, non sparire in un registro. Il collegamento si progetta insieme al modo in cui l’errore viene visto e corretto.
Marketplace, feed e Google Shopping
Cataloghi preparati per marketplace e Google Shopping, con feed di prodotto ordinati e aggiornati.
CRO, ottimizzazione delle conversioni
Analisi di come si comporta chi visita il negozio e prove su pagine e percorsi d’acquisto per ridurre gli abbandoni.
La parola a Luca Nagliati
«Quando colleghiamo un negozio al gestionale, la prima domanda è questa: chi comanda sul prezzo, sulla giacenza, sull’anagrafica? Se la risposta manca, i due sistemi si sovrascrivono a vicenda e nessuno sa quale dato è giusto. Deciso questo, il resto è lavoro accurato sui collegamenti.»
Sei passaggi, dal catalogo al primo ordine vero
L’ordine conta: la piattaforma si sceglie dopo aver messo in ordine i prodotti, non prima.
Catalogo e dati
Mettiamo in ordine prodotti, varianti, codici, foto e descrizioni prima di scegliere dove metterli. Un catalogo confuso rende confuso qualunque negozio.
Piattaforma e struttura
La piattaforma si sceglie sui vincoli reali: dimensione del catalogo, regole di prezzo, gestionale, chi userà il pannello ogni giorno. Poi disegniamo categorie e percorso d’acquisto.
Pagamenti, spedizioni e fisco
Impostiamo metodi di pagamento, corrieri, tariffe, aliquote, fatturazione e le pagine che la legge richiede a chi vende online.
Collegamenti
Colleghiamo gestionale, feed per Google Shopping e marketplace, email degli ordini e tracciamento, in modo che ogni vendita lasci un dato.
Ordine di prova
Si compra da telefono e da computer, con ogni metodo di pagamento, e si prova anche un reso. Si controllano email, giacenze e dati nel tracciamento.
Apertura e misura
Apriamo, controlliamo con attenzione i primi giorni e poi leggiamo ordini, abbandoni e canali di provenienza.
Otto parole dell’ecommerce, in una riga ciascuna
- Checkout
- L’ultima parte del percorso d’acquisto: indirizzo, spedizione, pagamento e conferma.
- SKU
- Il codice univoco di una variante di prodotto, per esempio una maglia di una taglia e di un colore.
- Feed di prodotto
- Il file con tutti i dati del catalogo che Google Shopping e i marketplace leggono per mostrare i tuoi prodotti.
- Gateway di pagamento
- Il servizio che fa passare i dati della carta in modo protetto tra cliente, negozio e banca.
- Tasso di conversione
- La quota di visite che si conclude con un ordine: ordini divisi visite.
- Carrello abbandonato
- Un carrello con prodotti dentro che non diventa ordine.
- Headless
- Architettura in cui il sito che si vede e il motore di vendita sono separati e comunicano tramite API.
- Redirect 301
- Il reindirizzamento permanente da un vecchio indirizzo a uno nuovo, che conserva il valore della pagina per i motori di ricerca.
Prima di aprire: otto controlli
Se uno manca, il negozio non è pronto. Sono controlli ripetitivi, ma sono quelli che evitano gli ordini sbagliati.
ApprofondisciLe informazioni che un negozio online deve mostrare
Le informazioni che un negozio online deve mostrare
Chi vende online deve rendere riconoscibile chi è: ragione sociale, sede, partita IVA, contatti. Deve spiegare le condizioni di vendita, i tempi e i costi di consegna, il diritto di recesso e come esercitarlo, e come sono trattati i dati personali e i cookie.
Il testo di queste pagine va scritto o verificato da chi si occupa dell’aspetto legale dell’azienda: noi prepariamo i punti in cui compaiono, la loro leggibilità e il collegamento dal pagamento, ma non sostituiamo una consulenza legale.
Lo stesso vale per fatturazione e imposte: la piattaforma si imposta con il commercialista dell’azienda, che sa come vende, a chi e verso quali Paesi.
- Ogni prodotto ha almeno una foto utile, una descrizione scritta per il cliente e il peso per il calcolo della spedizione.
- Le tariffe di spedizione sono verificate su indirizzi veri, anche isole e zone disagiate.
- Ogni metodo di pagamento è stato provato con un ordine vero e un rimborso.
- Le email di conferma, spedizione e reso arrivano, non finiscono in spam e riportano i dati giusti.
- Condizioni di vendita, reso, privacy e cookie sono presenti e leggibili dal pagamento.
- Il tracciamento registra la vendita una volta sola, con il valore corretto.
- Il sito è usabile dal telefono con una mano sola, dalla scheda prodotto alla conferma.
- Se c’è un vecchio negozio, ogni indirizzo vecchio ha il suo reindirizzamento.
Come misuriamo un negozio: cinque numeri
Un ecommerce produce dati in abbondanza e la maggior parte non serve a decidere. Bastano cinque numeri: tasso di conversione, valore medio dell’ordine, abbandono del carrello, costo per ordine e ricavo per canale.
Il tracciamento viene impostato prima dell’apertura e provato con ordini veri. Un negozio che apre senza misure ha bisogno di mesi per capire cosa è successo, e con un budget in campagne è un modo costoso di impararlo.
ApprofondisciCosa leggere nei dati di un ecommerce, in ordine
Cosa leggere nei dati di un ecommerce, in ordine
Prima il percorso
Si guarda in quale passaggio si perdono le persone: scheda prodotto, carrello, indirizzo, pagamento. Il passaggio con il calo più forte è dove si lavora per primo.
Poi il dispositivo
Se da telefono si compra molto meno che da computer, a parità di interesse, il problema è nel modo in cui il sito si usa da telefono.
Poi il canale
Ricerca naturale, annunci, email e social portano persone diverse. Il costo per ordine si legge per canale, non in media, e il budget si sposta dove l’ordine costa meno.
Infine il valore
Un cliente che torna di solito vale di più di uno che compra una volta. Quando il negozio ha abbastanza storico, guardiamo anche quanti ordini ripetuti arrivano e dopo quanto tempo.
Per chi lavoriamo su un ecommerce
Hai un catalogo e nessun negozio
Partiamo dai prodotti e dal modo in cui li compra il tuo cliente, poi scegliamo la piattaforma più semplice che regge il progetto.
Hai un negozio che non rende
Guardiamo i dati del percorso d’acquisto, troviamo dove si perde l’ordine e correggiamo quel punto prima di rifare tutto.
Devi cambiare piattaforma
Pianifichiamo la migrazione con reindirizzamenti, controlli sui dati e un’apertura che non fa perdere le visite di oggi.
Vendi ad altre aziende
Costruiamo listini per cliente, ordini ricorrenti e area riservata, collegati al gestionale che usi già.
Il preventivo di un ecommerce
Lavoriamo su preventivo. Il costo dipende dal numero di prodotti e varianti, dalla piattaforma, dai collegamenti con il gestionale e dai feed da preparare. Raccontaci il tuo catalogo e come vendi oggi: ti diciamo cosa serve e in quali passaggi.
Domande frequenti
Come si crea un ecommerce da zero?
Si parte dal catalogo, non dal sito. Servono prodotti con foto e codici in ordine, una piattaforma adatta, pagamenti e spedizioni configurati, le pagine legali e un ordine di prova. Solo dopo si apre e si guardano i dati.
Quanto costa realizzare un ecommerce?
Dipende da quattro cose: numero di prodotti e varianti, piattaforma, collegamento con il gestionale e feed per marketplace. Un negozio con pochi prodotti su piattaforma pronta di solito costa meno di uno B2B collegato all’ERP. Il preventivo si fa dopo aver visto il catalogo.
Shopify o WooCommerce: quale scegliere?
Shopify conviene con un catalogo lineare e poco tempo per la manutenzione. WooCommerce conviene se hai già un sito WordPress o servono regole di vendita su misura. La scelta si fa sul catalogo, sul gestionale e su chi userà il pannello ogni giorno.
Che cos’è l’headless commerce?
È un ecommerce in cui la parte visibile al cliente e il motore di vendita sono separati e comunicano via API. Serve con cataloghi grandi o quando velocità e libertà di progetto contano più della semplicità. Per un negozio piccolo di solito è eccessivo.
Come si cambia piattaforma senza perdere posizionamento?
Si mappa ogni indirizzo del vecchio negozio e lo si collega a quello nuovo con un reindirizzamento 301. Si trasferiscono anche titoli, descrizioni e struttura delle pagine, e dopo l’apertura si controllano gli errori di scansione. Senza questi passaggi le pagine che ricevevano visite danno errore.
Che cosa serve per collegare l’ecommerce al gestionale?
Servono un accesso tecnico al gestionale, la scelta di quale sistema comanda su prezzi, giacenze e anagrafiche, e una frequenza di aggiornamento per tipo di prodotto. Il collegamento deve anche avvisare una persona quando un ordine non passa.
Quanti contatti ti servono?
Raccontaci da dove parti. Ti diciamo cosa misurare, cosa togliere e cosa costruire.