Grafica pubblicitaria e stampa pronte per la produzione

La grafica pubblicitaria è il lavoro che porta il tuo messaggio su carta, cartone e spazi esterni. ALDEIA la progetta coerente con sito e campagne e la prepara perché alla tipografia arrivi un file già controllato.

Grafica per la stampa e grafica per lo schermo: cosa cambia

Chi viene dal web scopre in fretta che la carta ha regole sue.

AspettoSchermoStampa
ColoreRGB, luce emessa dal monitor.CMYK o tinte piene, inchiostro su un supporto che cambia l’aspetto del colore.
Errore scoperto tardiSi corregge e si ripubblica in pochi minuti.Si ristampa: il costo è già stato speso.
MisureSi adatta a ogni schermo.Formato fisso, con margini e abbondanze decisi prima.
ImmaginiBastano file leggeri.Servono file ad alta risoluzione, di norma 300 dpi alla misura reale.
LetturaSi scorre e si clicca.Si tocca, si sfoglia, si porta via: conta il peso del pezzo e la carta.

Il lessico di stampa in sei voci

Abbondanza
Il margine di colore e immagini oltre il taglio, perché il filo bianco non compaia se la lama sposta di un soffio. La misura la indica la tipografia, di norma 3 mm.
CMYK
Ciano, magenta, giallo e nero: i quattro inchiostri della stampa a colori. Un file nato in RGB va convertito e il colore cambia.
Tinta piena
Un colore di brand stampato con un inchiostro dedicato, indicato con un codice Pantone. Resta uguale da un lavoro all’altro.
Fustella
La lama sagomata che taglia e piega scatole, espositori e buste. La grafica si disegna sulla sagoma, non su un rettangolo.
Prova colore
Una stampa di verifica del colore prima del tiraggio. È il momento in cui si vede la differenza tra schermo e carta.
Tiratura
Il numero di copie stampate in una volta. Decide se conviene la stampa digitale o quella offset.

Quattro lavori di grafica pubblicitaria

Dal catalogo al manifesto cambiano formato, distanza di lettura e carta. Ogni voce ha la sua pagina.

  • Cataloghi e brochure

    Impaginati per far trovare il prodotto giusto in pochi secondi: gerarchia, griglia, schede coerenti, dati tecnici leggibili. Dall’indice all’ultima pagina, con il file pronto per la tipografia.

    ApprofondisciCome si impagina un catalogo che si consulta davvero

    Come si impagina un catalogo che si consulta davvero

    Prima la struttura, poi lo stile

    Un catalogo è uno strumento di consultazione. Prima di scegliere caratteri e colori si decide come chi legge cerca: per famiglia di prodotto, per uso, per codice. L’ordine delle pagine segue quel percorso, non l’organigramma dell’azienda.

    Una scheda, una sola logica

    Ogni scheda prodotto ha gli stessi elementi nello stesso posto: foto, nome, descrizione breve, dati tecnici, codice. Quando le schede sono tutte uguali, chi sfoglia confronta senza fatica. Quando cambia il prodotto ma non lo schema, il catalogo si aggiorna senza rifare l’impaginazione.

    Brochure e dépliant: un solo messaggio

    La brochure ha meno pagine e meno tempo di lettura. Si sceglie un messaggio, una richiesta chiara e un recapito ben visibile. Il resto sta nel catalogo o sul sito.

    Quanto vale la carta

    Grammatura e finitura cambiano il modo in cui il pezzo viene percepito. Una carta patinata opaca si legge bene e riflette poco, una uso mano è più morbida ma assorbe più inchiostro. La scelta si fa con il campione in mano, insieme alla tipografia.

  • Packaging design

    La scatola è il primo contatto fisico con il prodotto. Si progetta sulla fustella, con la gerarchia delle informazioni e i testi obbligatori già dentro lo spazio disponibile.

    ApprofondisciPackaging: dal prodotto alla fustella

    Packaging: dal prodotto alla fustella

    Si parte dalla forma, non dal disegno

    Prima si definisce la struttura: dimensioni, materiale, chiusura, fustella. Solo dopo si distribuisce la grafica sulle facce, tenendo conto di pieghe e incollaggi. Una grafica bella sul piano diventa storta quando la scatola si chiude.

    Cosa deve essere letto per primo

    Sullo scaffale e nella foto dell’ecommerce il tempo di lettura è di un colpo d’occhio. Si decide l’ordine: marca, nome del prodotto, varianti, informazioni di legge. Le informazioni obbligatorie dipendono dalla categoria e vanno verificate con chi produce.

    Prototipo prima della tiratura

    Il modello bianco o la prova stampata mostra problemi che il monitor nasconde: testo troppo vicino alla piega, colore che cambia sul cartone, codice a barre schiacciato. Si corregge a prototipo, non a magazzino pieno.

  • Stand e materiali fieristici

    Pannelli, roll-up, totem e materiali da consegnare in fiera, pensati per essere letti a distanza di passo e coerenti con il resto della comunicazione.

  • ADV print e affissioni

    Pagine pubblicitarie, manifesti e formati esterni: un messaggio, poche parole, un invito a fare un passo, progettati sul formato e sulla distanza di lettura.

Quando la stampa non sta funzionando

Un pezzo stampato che non porta contatti di solito non ha un problema di gusto. Ha un problema di funzione: nessuno capisce cosa fare dopo averlo letto.

ApprofondisciCosa c’è dietro un pezzo stampato che non rende

Cosa c’è dietro un pezzo stampato che non rende

Manca la richiesta

Ogni pezzo ha un compito: far chiamare, far scansionare un codice, far chiedere un preventivo. Se il compito non c’è, resta decorazione. Si sceglie un’azione sola e la si rende evidente, con un recapito e un modo di rintracciare da dove arriva il contatto.

Manca un sistema

Quando i materiali nascono uno alla volta, ciascuno inventa le sue regole. Una griglia, due o tre caratteri, una tavolozza fissa e un modo di trattare le immagini bastano a far riconoscere tutto come un’unica azienda.

Manca il passaggio alla produzione

Molti problemi di stampa nascono da file preparati in fretta: immagini a bassa risoluzione, colori in RGB, margini ignorati. Costano tempo e ristampe. Preparare bene il file è la parte meno visibile del lavoro e quella che risparmia di più.

  • Il catalogo si distribuisce ma nessuno chiama per un prodotto preciso.
  • Ogni materiale ha un aspetto diverso: logo, colori e caratteri cambiano da un pezzo all’altro.
  • La brochure elenca tutti i servizi e non dice cosa fare adesso.
  • Il colore stampato non assomiglia a quello del sito.
  • Il file torna dalla tipografia con richieste di correzione ogni volta.

Dal brief alla tipografia

Un lavoro di stampa non si riapre dopo il tiraggio: per questo i controlli stanno tutti prima.

  1. Brief e destinazione

    Chi lo riceve, dove, in mano a chi, con quale azione richiesta. Da qui dipendono formato, carta e tono.

  2. Formato e impaginato

    Si fissano misure, griglia, gerarchia e testi. Si fa un primo impaginato su contenuti veri, non su testo finto.

  3. File di stampa

    Colori convertiti, immagini a risoluzione piena, abbondanze, crocini, caratteri incorporati. Il file si prepara per la tipografia scelta.

  4. Prova colore e controllo

    Si guarda una prova stampata o un campione, si confrontano i colori di marca con il sito e si correggono gli ultimi dettagli.

  5. Tiraggio e consegna

    Il file va in produzione con le indicazioni di taglio, piega e finitura. A stampa arrivata si controlla la prima copia.

La parola a Marco Sala

«Online un errore si corregge e si ripubblica, su carta si ristampa e si paga due volte. Per questo, prima di parlare di stile, decidiamo cosa deve far fare il pezzo e rileggiamo il file riga per riga.»

Marco Sala · Cofondatore e CEO

Prima di mandare un file in stampa

Sette controlli sul file, da fare prima dell’invio.

ApprofondisciStampa digitale o offset: come si sceglie

Stampa digitale o offset: come si sceglie

Digitale

Non richiede lastre, quindi conviene per tirature basse, per versioni diverse dello stesso pezzo e per tempi stretti. È la scelta naturale per un catalogo aggiornato spesso o per una brochure con pochi esemplari.

Offset

Richiede un’impostazione iniziale, ma al crescere delle copie il costo per pezzo scende. Permette tinte piene e carte particolari. Conviene per tirature alte e per lavori che restano uguali a lungo.

Come decidere

Si parte da tre dati: quante copie, quante versioni, entro quando. Con questi la tipografia indica la tecnica adatta e il file si prepara di conseguenza. Cambiare tecnica a lavoro già impaginato può voler dire rifare i colori.

  • Il colore è in CMYK, oppure sono indicate le tinte piene.
  • Le immagini sono di solito a 300 dpi alla misura reale, salvo indicazioni della tipografia.
  • Le abbondanze ci sono su tutti i lati dove il colore arriva al bordo.
  • I testi importanti stanno dentro il margine di sicurezza.
  • I caratteri sono incorporati o convertiti in tracciati.
  • Recapiti, indirizzi e dati tecnici sono stati riletti da una seconda persona.
  • Il formato, la carta e la finitura coincidono con il preventivo della tipografia.

Per chi ha un pezzo da far stampare

  • Aziende con un catalogo

    Hanno molti prodotti, schede da tenere allineate e un listino che cambia. Serve uno schema che si aggiorni senza ricominciare da capo.

  • Chi produce e confeziona

    La scatola, l’etichetta e il materiale per il punto vendita devono parlare la stessa lingua del prodotto.

  • Chi va in fiera

    Servono pannelli e materiali da consegnare, leggibili a distanza e coerenti con il sito su cui poi arriva il contatto.

  • Chi fa pubblicità fuori dallo schermo

    Pagine su carta, manifesti e formati esterni, dove il messaggio ha pochi secondi e poche parole.

La grafica pubblicitaria lavora insieme a sito e campagne

Un catalogo, un cartellone e una landing page parlano alla stessa persona in momenti diversi. Se i colori, il tono e la richiesta cambiano, chi li incontra non capisce che sono la stessa azienda.

ALDEIA tiene insieme grafica, sito e campagne perché il contatto nasce spesso dal passaggio tra un mezzo e l’altro: vedi il pezzo, scansioni un codice, arrivi a una pagina fatta per quella richiesta.

ApprofondisciDal foglio allo schermo: come si collega la stampa al digitale

Dal foglio allo schermo: come si collega la stampa al digitale

Un indirizzo per ogni pezzo

Ogni materiale importante rimanda a una pagina precisa, non alla home. Chi arriva trova subito il tema del pezzo che ha in mano e la richiesta da compilare.

Codici e indirizzi leggibili

Un codice QR va stampato abbastanza grande e con contrasto alto, e va provato con più telefoni. Accanto si scrive anche l’indirizzo breve, per chi non scansiona.

Sapere da dove arriva

Un indirizzo diverso per ogni pezzo permette di sapere quale catalogo o quale manifesto ha portato un contatto. Così la prossima stampa si decide su cose osservate.

Si lavora su preventivo

Il costo dipende da quanti pezzi, quante pagine, che formato e che materiale. Per un preventivo preciso servono i testi, le immagini che hai già e la tiratura che hai in mente. La tipografia si sceglie insieme, perché dal suo macchinario dipende il file.

Domande frequenti

Cosa si intende per grafica pubblicitaria?

È la progettazione di materiali che promuovono un prodotto o un’azienda. Comprende cataloghi, brochure, packaging, materiali per le fiere e annunci su carta o all’aperto. Ogni pezzo ha un compito preciso: far scegliere, far chiamare, far ricordare il marchio.

Che file serve alla tipografia per stampare una brochure?

Serve di solito un PDF pronto per la stampa, con colori in CMYK, immagini a 300 dpi alla misura reale, abbondanze su tutti i lati e crocini di taglio. I dettagli cambiano da tipografia a tipografia: si chiedono prima di impaginare.

Quanto costa la grafica per un catalogo aziendale?

Il costo dipende da pagine, numero di prodotti e formato, quindi si lavora su preventivo. Pesano anche quante schede hanno già foto e dati pronti e se il catalogo va aggiornato spesso. Il preventivo arriva dopo aver visto il materiale che hai.

Meglio stampa digitale o offset?

Il digitale conviene per poche copie o più versioni, l’offset per tirature alte. Il digitale non richiede lastre ed è rapido. L’offset costa di più all’avvio ma abbassa il costo per pezzo al crescere delle copie. Si decide con numero di copie e scadenza.

Perché il colore stampato è diverso da quello sul monitor?

Perché lo schermo emette luce e la carta riflette quella che riceve. Lo schermo usa RGB, la stampa quattro inchiostri CMYK o tinte piene. Per ridurre la differenza si converte il file in anticipo e si guarda una prova colore prima del tiraggio.

Come si progetta un packaging che si legge bene sullo scaffale?

Si parte dalla fustella e si decide cosa leggere per primo. Marca, nome del prodotto e varianti stanno in alto nella gerarchia, le informazioni di legge in uno spazio riservato. Un prototipo stampato mostra i problemi che il monitor nasconde, prima della tiratura.

Il materiale stampato può portare contatti al sito?

Sì, se rimanda a una pagina fatta per quella richiesta. Si stampa un indirizzo breve o un codice QR ben visibile, diverso per ogni pezzo. Così chi arriva trova subito il tema che ha in mano e si capisce quale materiale ha funzionato.

Quanti contatti ti servono?

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