Accessibilità del sito: AgID parte dai grandi, ma chiunque può segnalare
Il regolamento AgID sulla vigilanza, pubblicato il 29 maggio 2026, nomina PA e privati sopra i 500 milioni di fatturato, ma include anche i servizi di commercio elettronico dell'EAA. Chi è esentato, come funzionano segnalazioni e reclami, e quattro controlli da fare oggi su contrasto, tastiera, moduli e checkout.
Web ed ecommerce6 min di letturaRedazione ALDEIA
Se il tuo shop ha 10 o più persone, oppure supera i 2 milioni di euro di fatturato e di bilancio, e vendi a consumatori, il regolamento AgID sulla vigilanza dell’accessibilità ti riguarda, anche se non hai mai fatturato 500 milioni. AgID l’ha pubblicato il 29 maggio 2026. La soglia dei 500 milioni di euro di fatturato medio negli ultimi tre anni vale per i privati della legge 4/2004. Il testo però si applica anche ai servizi del D.Lgs. 82/2022, che recepisce l’EAA, tra cui il commercio elettronico, e lì quella soglia non c’è (art. 1, comma 2). Per questi servizi conta solo l’esenzione delle microimprese.
Qui sotto: chi è coperto da cosa, come funzionano segnalazioni e controlli, quattro verifiche da fare in un pomeriggio.
Chi è coperto da cosa
Le regole sono due e il regolamento le tiene insieme.
Legge 4/2004. Siti e app dei soggetti pubblici e dei privati con fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni di attività (regolamento AgID, art. 1, comma 1). Una PMI non entra.
D.Lgs. 82/2022, in vigore dal 16 luglio 2022, che recepisce la direttiva (UE) 2019/882. I requisiti valgono per i servizi forniti ai consumatori dopo il 28 giugno 2025. Il commercio elettronico, nella direttiva, è un servizio fornito a distanza, tramite siti web e app, su richiesta individuale di un consumatore, per concludere un contratto di consumo (art. 3, punto 30).
Un sito vetrina che non conclude contratti con consumatori resta fuori. Uno shop, una prenotazione a pagamento con conferma online, un abbonamento sottoscritto dal sito rientrano. I casi di confine li valuta un legale.
L’esenzione delle microimprese
La direttiva esenta le microimprese dai requisiti di accessibilità e da ogni obbligo connesso (art. 4, par. 5). Il decreto italiano lo ripete all’articolo 3, comma 3. Una microimpresa occupa meno di 10 persone e ha un fatturato annuo, oppure un totale di bilancio annuo, non superiore a 2 milioni di euro (direttiva, art. 3, punto 23).
Basta rispettare uno dei due limiti economici, insieme al numero di persone. Chi ha 8 dipendenti e 3 milioni di fatturato, ma un totale di bilancio sotto i 2, resta una microimpresa. Verifica sui bilanci.
L’esenzione toglie la sanzione, non il problema: chi non riesce a pagare con la tastiera o a leggere un prezzo grigio chiaro su fondo bianco può comprare altrove.
Come funzionano segnalazioni e controlli
Prima di qualsiasi sanzione il regolamento prevede una fase di verifica, che parte in tre modi.
- Controllo diretto di AgID. Per PA e grandi privati: se la verifica tecnica dà un esito insoddisfacente, il caso passa al Difensore civico per il digitale (art. 3, comma 2).
- Segnalazione di chiunque. Per PA e grandi privati. Si presenta dopo una risposta insoddisfacente, o dopo nessuna risposta, a una richiesta fatta tramite il meccanismo di feedback del sito. Si compila il modulo raggiungibile dal link nella dichiarazione di accessibilità. Ogni segnalazione riguarda un solo soggetto (art. 3, comma 3).
- Reclamo dell’utente. Per i servizi dell’EAA, ecommerce compreso. Si presenta sulla piattaforma dedicata, con le modalità indicate sul sito di AgID. Ogni reclamo riguarda un solo fornitore (art. 3, comma 4; decreto 82/2022, art. 21, comma 3).
Segnalazioni e reclami possono essere dichiarati irricevibili se troppo generici, se mancano elementi o se indicano più soggetti insieme (art. 3, comma 5). A un cliente scontento non basta scrivere «il sito è inaccessibile»: deve dire quale pagina, quale problema, quale passaggio blocca.
Cosa succede dopo
In presenza di barriere digitali AgID chiede prima chiarimenti e adeguamenti. Il caso passa alla fase sanzionatoria solo in caso di inerzia prolungata, o se il soggetto non si adegua entro i termini concordati (AgID, 29 maggio 2026).
Nel procedimento sanzionatorio il regolamento fissa una diffida e un termine di conclusione di 90 giorni dalla ricezione dell’atto di avvio, con possibili sospensioni, fino a 30 giorni ciascuna, per audizione e ulteriori accertamenti (artt. 6 e 7). Il D.Lgs. 82/2022 prevede sanzioni amministrative pecuniarie per chi non rispetta gli obblighi (art. 24), esclusi i casi esentati dall’articolo 3. Gli importi stanno nel testo normativo: non li riportiamo e, se il caso è reale, vanno letti con un legale.
Quattro controlli da fare oggi
Il riferimento tecnico sono le WCAG 2.2 del W3C, raccomandazione del 12 dicembre 2024. Per un primo giro bastano il tuo sito, una tastiera e un’ora.
1. Contrasto dei colori
Il criterio 1.4.3 chiede un contrasto di almeno 4,5 a 1 tra testo e sfondo per il testo normale e di 3 a 1 per il testo grande, da 18 punti in su o da 14 in grassetto (W3C, WCAG 2.2). Lo misuri con un verificatore di contrasto, ce ne sono di gratuiti nei browser.
Guarda dove si usa il grigio chiaro: prezzi barrati, testi segnaposto nei campi, messaggi di errore, pulsanti disattivati, testo sopra le immagini.
2. Uso da tastiera
Non toccare il mouse e premi Tab. Il criterio 2.1.1 chiede che tutto ciò che si fa con il mouse si possa fare con la tastiera, il 2.4.7 che si veda sempre dov’è il cursore (WCAG 2.2).
Prova ad aprire il menu, scegliere una variante di prodotto, aggiungere al carrello, chiudere una finestra di avviso, tornare indietro. Se il cursore sparisce o resti bloccato dentro una finestra, hai trovato un problema vero.
3. Moduli con etichette
Ogni campo ha un’etichetta visibile, che non sparisce appena scrivi. Il criterio 3.3.2 chiede etichette o istruzioni, il 3.3.1 che l’errore sia indicato a testo e non solo con il colore rosso (WCAG 2.2).
Test rapido: compila il modulo contatti sbagliando apposta due campi. Il messaggio dice quali e perché, o compare solo un bordo rosso?
4. Checkout
Qui un problema di accessibilità può costare una vendita. Fai un acquisto di prova da tastiera e uno da telefono. Guarda tre cose:
- i campi indirizzo e pagamento hanno etichette e si compilano in ordine logico;
- non ti viene chiesto di riscrivere dati già inseriti nello stesso processo (criterio 3.3.7, WCAG 2.2);
- pulsanti e link hanno un’area di almeno 24 x 24 pixel CSS (criterio 2.5.8, WCAG 2.2, livello AA).
Esempio ipotetico: un negozio di arredo con un checkout in cinque passaggi, dove nel terzo l’avviso «indirizzo non valido» compare solo in rosso, in cima alla pagina, fuori dallo schermo. Con il mouse e lo schermo grande si nota, con la tastiera o con un lettore di schermo no. Il cliente abbandona il carrello senza sapere perché.
Dichiarazione di accessibilità: dopo i controlli
La dichiarazione racconta lo stato del sito, quindi si scrive dopo i controlli: prima, dichiari cose che non hai verificato. L’ordine per una PMI coperta dall’EAA: controlli semplici, correzione dei problemi più pesanti su checkout e moduli, poi una dichiarazione che elenca ciò che resta da sistemare. Il contenuto dipende da come è fatto il tuo sito.
Dove entra il lavoro sul sito
Molti problemi nascono nel codice e nel tema, non nei testi: contrasti decisi dal tema grafico, pulsanti costruiti con elementi che la tastiera non raggiunge, moduli generati da un plugin. In un sito nuovo si risolvono mentre lo si costruisce. In uno esistente si correggono pagina per pagina, dal checkout.
Accessibilità e velocità (Core Web Vitals) sono controlli distinti, che si incontrano nel codice.
Cosa facciamo noi: accessibilità ed EAA, ecommerce, performance e Core Web Vitals. Per capire da dove partire, la pagina siti web.
Non siamo un ente di certificazione e non stabiliamo se sei a norma: lo fanno AgID e un consulente legale. Ti diciamo dove un cliente si blocca, e come toglierlo.
Domande frequenti
Il mio ecommerce deve essere accessibile?
Sì, se vendi a consumatori e non sei una microimpresa. L'EAA copre i servizi di commercio elettronico forniti dopo il 28 giugno 2025. Sono esentate le microimprese: meno di 10 persone e fatturato o bilancio annuo fino a 2 milioni di euro (direttiva 2019/882, art. 4 par. 5).
Il regolamento AgID vale per le PMI?
Il filtro dei 500 milioni vale per i siti dei privati della legge 4/2004. Il regolamento disciplina però anche la vigilanza sui servizi dell'EAA, ecommerce compreso, dove la soglia non c'è. Resta l'esenzione per le microimprese.
Chi può segnalare un sito non accessibile?
Chiunque, ma con regole diverse a seconda del sito. Per PA e privati sopra i 500 milioni si usa il modulo collegato alla dichiarazione di accessibilità. Per i servizi dell'EAA si presenta un reclamo sulla piattaforma indicata da AgID. Ogni segnalazione riguarda un solo soggetto.
Cosa rischia una PMI che non si adegua?
Prima una richiesta di chiarimenti e adeguamento. AgID passa al procedimento sanzionatorio solo se il soggetto resta inerte o non si adegua nei termini concordati. Il decreto 82/2022 prevede sanzioni amministrative pecuniarie per chi viola gli obblighi di accessibilità (art. 24).
Fonti
- AgID, «Accessibilità: pubblicato il nuovo regolamento AgID sulle attività di vigilanza», notizia del 29 maggio 2026
- AgID, Regolamento recante le modalità di accertamento e di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell'art. 9 della legge 4/2004 e degli artt. 21 e 24 del D.Lgs. 82/2022, artt. 1, 3, 5, 6, 7 e 10, testo PDF
- Direttiva (UE) 2019/882 (European Accessibility Act), art. 2 par. 2 lett. f, art. 3 punti 23 e 30, art. 4 par. 5, EUR-Lex
- Decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82, artt. 1, 2, 3, 21 e 24, Normattiva
- W3C, Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.2, Raccomandazione del 12 dicembre 2024, criterio 1.4.3 Contrast (Minimum)
- W3C, Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.2, Raccomandazione del 12 dicembre 2024, criteri 2.1.1, 2.4.7, 2.5.8, 3.3.1, 3.3.2 e 3.3.7
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