Agenti AI «colleghi»: cosa ti serve prima di prenderne uno
Nell'ottobre 2026 Google ha annunciato agenti con identità propria, permessi minimi, registro delle azioni e tetto di spesa, e Anthropic ha ceduto lo standard aperto Agent Skills alla Linux Foundation. Per una PMI italiana vuol dire quattro controlli da fare prima dell'acquisto e un rischio di dipendenza dal fornitore più basso, ma non azzerato.
AI in azienda6 min di letturaRedazione ALDEIA
L’8 ottobre 2026 Google ha presentato un agente che lavora con un’identità propria, come un collega. Il 22 ottobre Anthropic ha ceduto a una fondazione lo standard aperto con cui si insegnano compiti agli agenti. Per una PMI il punto utile è un altro: ora puoi chiedere a chi vende un agente ciò che chiedi a un nuovo dipendente. Chi sei, a cosa accedi, cosa hai fatto, quanto costi.
Cosa è stato annunciato
Google, 8 ottobre 2026. Nel blog di Google Cloud dedicato a Gemini at Work 2026 l’azienda descrive un agente per il lavoro. Il testo dice che ogni agente ha «una propria identità», attestata in modo crittografico e gestita come quella di un dipendente, con permessi minimi. Gli agenti «colleghi» hanno un account Workspace con indirizzo email, calendario e Drive, e vedono solo ciò che condividi con loro. Ogni azione finisce in un registro attribuito all’agente, non a una persona.
Il blog descrive anche un «Agent Gateway», presentato come un firewall di rete per l’IA: il traffico in entrata, in uscita e tra agenti passa da lì e segue le regole dell’organizzazione. Sul denaro, spiega che si può fissare un limite massimo di spesa AI per progetto: raggiunto, l’agente di quel progetto si ferma e puoi farlo ripartire con un clic. Non indica prezzi né una data di disponibilità generale, e solo le versioni per settore (servizi finanziari, legale) sono dichiarate in anteprima. Il blog non dice se le singole funzioni, come agenti, gateway e tetto di spesa, siano già disponibili, né per quanto tempo si conservano i registri. Sono descrizioni del fornitore: chiedi lo stato di ogni funzione prima di contarci.
Anthropic, 22 ottobre 2026. Anthropic ha donato Agent Skills, lo standard aperto per dare agli agenti conoscenze e procedure, all’Agentic AI Foundation, che fa parte della Linux Foundation. Una «skill» è una cartella con dentro un file SKILL.md che spiega all’agente un compito preciso, con eventuali script e documenti di riferimento. Secondo Anthropic più di 70 piattaforme lo hanno integrato da quando è stato pubblicato, a dicembre 2025, e tra queste cita ChatGPT, Cursor, GitHub Copilot e VS Code.
Anthropic è sia l’autore dello standard sia la fonte della notizia: il numero di piattaforme è una sua dichiarazione.
Cosa cambia per una PMI italiana
Il punto di partenza è basso. Secondo l’ISTAT, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti usava l’intelligenza artificiale (l’8,2% nel 2024). Nelle piccole e medie imprese la quota è del 15,7%, nelle grandi del 53,1%. Tra le imprese che hanno valutato l’IA e poi non la usano (l’11,5% di quelle che non la usano), il freno più citato è la mancanza di competenze (58,6%), poi incertezza normativa (47,3%), privacy (43,2%) e costi (43,0%).
Un dato diverso, di un’altra ricerca: l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano riporta, a maggio 2026, che il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede investimenti in IA e che solo il 7% ha avviato programmi strutturati di formazione. Le due rilevazioni misurano cose diverse (uso da una parte, investimenti e piani dall’altra) e non vanno confrontate.
Entrambe le ricerche indicano un tema di preparazione: per l’ISTAT le competenze sono il primo freno, per l’Osservatorio solo il 7% ha avviato formazione strutturata. Spesso in azienda nessuno sa valutare un agente. Le funzioni annunciate a ottobre trasformano domande tecniche in domande di gestione (a cosa ha accesso, cosa ha fatto, quanto ha speso), a cui risponde anche chi non è un tecnico.
Quattro controlli prima di prendere un agente
1. Identità. L’agente deve avere un account suo, non le credenziali di un dipendente. Se agisce con il tuo accesso, nel registro risulti tu anche quando ha sbagliato lui. Scenario d’esempio (inventato): un agente che smista le richieste d’ordine di un distributore usando la casella del responsabile vendite. Dopo una settimana non sai più quali risposte le ha scritte la persona e quali l’agente.
2. Permessi minimi. Parti da ciò che serve per un solo compito e allarga dopo. Un agente che prepara le bozze dei preventivi legge listino e anagrafica clienti, e non ha motivo di vedere buste paga o contratti. Chiedi al fornitore se i permessi si assegnano per ruolo e chi li approva. Secondo l’annuncio di Google li approvano gli amministratori della sicurezza dell’organizzazione: in una PMI quella figura spesso sei tu, e conviene dirlo ad alta voce.
3. Registro delle azioni. Ogni lettura, scrittura e invio dovrebbe lasciare una traccia leggibile, con data e identità dell’agente. Chiedi per quanto tempo si conserva, in che formato si esporta e chi può consultarlo. Un registro che non puoi esportare non lo puoi mostrare a un cliente, a un consulente o, se serve, all’autorità.
4. Tetto di spesa. Un agente che lavora per ore o per giorni consuma. Fissa un tetto per progetto e scegli cosa succede quando lo raggiunge: si ferma, ti avvisa, chiede conferma. Il blog di Google non pubblica prezzi, quindi prima del contratto fatti spiegare come si calcola il costo (a consumo, a utente, a pacchetto) e cosa succede oltre soglia.
Standard aperto e dipendenza dal fornitore
Con un agente ci metti dentro il modo in cui lavora la tua azienda, quindi cambiare fornitore costa di più che con un software qualsiasi. Il formato aperto aiuta in un punto preciso: le istruzioni.
Se le procedure del tuo agente sono scritte come skill, cioè cartelle con un file di testo, sono tue e si leggono con qualsiasi editor. Se cambi piattaforma e questa supporta lo standard, il lavoro di scrittura non si butta. Resta invece legato alla piattaforma tutto il resto: identità, permessi, registri, regole di rete, collegamenti ai tuoi gestionali. Quello si rifà.
Per questo la domanda al fornitore è doppia. Chiedi se le istruzioni sono in un formato che puoi portare via. Chiedi poi quali collegamenti ai tuoi sistemi sono costruiti con protocolli aperti come MCP, che Anthropic aveva già donato alla stessa fondazione, e quali con strumenti proprietari. Un’integrazione fatta con un connettore standard si sposta, una fatta con uno strumento chiuso no.
Cosa fare questa settimana
Prima di guardare un solo prodotto, scrivi un foglio con tre righe.
- Un compito. Una sola attività ripetitiva: rispondere alle richieste di preventivo, preparare un riepilogo settimanale, aggiornare un file di anagrafica.
- I dati che servono. Cartelle, programmi e archivi che l’agente deve leggere, e quelli che non deve toccare.
- Chi approva. Quali azioni può fare da solo e quali passano da una persona. Inviare un’email a un cliente, di solito, passa da una persona.
Con questo foglio, in dieci minuti di conversazione capisci se il fornitore sa rispondere sui quattro controlli. Una risposta vaga a «dove sono i miei dati» è già un’informazione.
Le tre parti di un agente
Un agente aziendale ha istruzioni, conoscenze e collegamenti. Le istruzioni sono le procedure. Le conoscenze sono i documenti dell’azienda che l’agente consulta, messi in una base interrogabile (RAG). I collegamenti sono i connettori verso gestionale, CRM e posta. Se i dati non possono lasciare i tuoi server, c’è anche un modello installato in azienda.
Su queste parti lavoriamo anche noi: come progettiamo gli agenti AI e come ragioniamo sui modelli installati in azienda. Per conoscenze e connettori MCP si parte da una call sul tuo caso.
Domande frequenti
Un agente AI può agire al posto mio?
Sì, ma solo dentro i permessi che gli dai. Un agente ben configurato ha un'identità propria, vede solo le cartelle e i sistemi condivisi con lui e lascia ogni azione nel registro. Le operazioni che spostano denaro o scrivono ai clienti conviene farle approvare da una persona.
Come limito cosa può fare e quanto può spendere un agente?
Con tre impostazioni: permessi, rete e budget. Permessi minimi per ruolo, un elenco di ciò che può raggiungere e un tetto di spesa per progetto. Secondo l'annuncio di Google, raggiunto il tetto l'agente si ferma finché non lo riattivi tu. Chiedi se la funzione è già disponibile prima di contarci.
Posso cambiare fornitore senza rifare tutto?
In parte. Le istruzioni scritte nel formato aperto Agent Skills, cioè cartelle con un file SKILL.md, si portano su altre piattaforme che lo supportano. Identità, permessi, registro e collegamenti ai tuoi sistemi restano invece legati alla piattaforma e vanno rifatti.
I miei dati escono dall'azienda?
Dipende da dove gira il modello. Con un servizio in cloud i dati che l'agente legge passano dal fornitore, nei limiti di contratto e impostazioni. Con un modello installato sui tuoi server restano in casa. Per dati personali di clienti o dipendenti la scelta va fatta prima.
Fonti
Servizi collegati
Agenti AI
Un agente AI è un assistente software che capisce una richiesta, consulta i dati giusti e compie un’azione, dentro limiti che decidi tu. ALDEIA lo progetta e lo collega ai sistemi che usi già.
LLM on premise
Un LLM on premise è un modello linguistico installato sui server dell’azienda o su un’infrastruttura privata, non su un servizio esterno. Domande e documenti restano dentro i tuoi confini.
Quanti contatti vuoi?
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