Voucher cloud e cybersecurity dal 10 novembre: cosa copre per l'IA e cosa no

Lo sportello del MIMIT apre il 10 novembre 2026 alle 12: contributo a fondo perduto del 50% fino a 20.000 euro. L'intelligenza artificiale è finanziabile solo come funzione di un software in cloud dell'elenco. La formazione è fuori, e le spese vanno sostenute dopo la domanda.

AI in azienda8 min di letturaRedazione ALDEIA

Dal 10 novembre 2026 alle 12 si presenta domanda per il voucher cloud e cybersecurity del MIMIT: contributo a fondo perduto del 50% sulle spese ammissibili, fino a 20.000 euro. L’intelligenza artificiale entra nel voucher in un modo solo, come funzione di un software in cloud ammesso. E chi compra prima di aver fatto domanda resta fuori.

Le regole qui sotto vengono dalla pagina dell’incentivo sul sito del MIMIT (ultima modifica 3 novembre 2026) e dal decreto direttoriale del 4 agosto 2026, letto per intero.

Cosa è cambiato e a chi serve

Lo sportello si apre con le regole del decreto del 4 agosto 2026, pubblicato dal MIMIT il 7 agosto e comunicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto. I numeri essenziali:

  • Dotazione: 150 milioni di euro, di cui 71.065.813,34 riservati a Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
  • Contributo: 50% delle spese ammissibili, massimo 20.000 euro, in regime de minimis.
  • Spesa minima: 4.000 euro. Sotto quella cifra non si fa domanda.
  • Chi può chiedere: PMI e lavoratori autonomi di tutta Italia, con un contratto di connettività da almeno 30 Mbps in download al momento della domanda. Una sola domanda per soggetto.
  • Date: la compilazione è aperta dal 20 ottobre 2026. L’invio va dalle 12 del 10 novembre 2026 alle 12 del 20 gennaio 2027.
  • Ordine: le domande si istruiscono in ordine cronologico. Se i fondi finiscono prima del 20 gennaio, il MIMIT chiude lo sportello e comunica l’esaurimento.

Non c’è una graduatoria a punteggio: conta quando arriva la domanda, non quanto è curata. Le domande senza copertura finanziaria vengono sospese e, se non arrivano altre risorse, decadono.

Dai dati ISTAT sul 2025, il 68,1% delle imprese con almeno 10 addetti ha acquistato servizi cloud di livello intermedio o avanzato, mentre l’IA era usata dal 16,4%. Il voucher, che vale anche per micro imprese e autonomi, finanzia soprattutto il cloud, che tra le imprese con almeno 10 addetti quasi sette su dieci comprano già. L’IA è una funzione di certi prodotti, non una categoria a parte.

Cosa copre per l’IA

L’articolo 4 del decreto elenca le spese ammissibili: hardware e software di sicurezza (firewall, antivirus, SIEM, gestione delle vulnerabilità), servizi IaaS e PaaS (macchine virtuali, backup, VPN, database) e servizi SaaS. L’IA compare in un solo punto, nei SaaS. Il testo parla di «sistemi di gestione produttività/Workflow (ERP), incluse soluzioni di produttività aziendale integrate con funzionalità di intelligenza artificiale».

In pratica: se il gestionale, il CRM o la suite di lavoro in cloud che scegli ha funzioni di IA (leggere documenti in arrivo, riepilogare, proporre il passo successivo) e sta nell’elenco del MIMIT, il software è finanziabile come qualunque altro SaaS ammesso, funzioni comprese. L’IA non ha una voce separata.

C’è una seconda porta, all’articolo 4, comma 3. L’aggiornamento di un software che già usi è escluso, a meno che non porti un miglioramento sostanziale, «ad esempio attraverso l’introduzione di nuove funzioni di automazione o di intelligenza artificiale». Passare dalla versione base a una con funzioni di IA vere può quindi rientrare. Cambiare numero di versione no.

Un esempio inventato per i numeri. Un’azienda di 25 persone sostituisce il gestionale installato in sede con un ERP in cloud con funzioni di IA, in abbonamento a 450 euro al mese per 24 mesi. I canoni sono 10.800 euro, il contributo è 5.400. Se lo stesso contratto durasse 36 mesi, i canoni oltre il ventiquattresimo non contano: il contributo resta calcolato sui primi 24.

Cosa non copre

  • Chatbot, modelli e agenti comprati da soli. Nelle categorie dell’articolo 4 non c’è una voce per un assistente IA, per l’accesso a un modello via API o per un agente. Possono stare dentro un SaaS ammesso. Il decreto non li prevede come acquisto autonomo. Cosa sia ammesso lo decide l’elenco dei prodotti del MIMIT, che qui non è stato verificato: controllalo prima di contarci.
  • La formazione. I servizi di formazione per te e il tuo team sono esclusi, e lo sono anche i contenuti formativi. Restano ammessi i sistemi che erogano formazione (una piattaforma di e-learning, per esempio), non i corsi. Se il piano prevede un corso sull’IA, quella spesa è a tuo carico.
  • Ciò che hai già. Prodotti con prestazioni analoghe a quelli in uso, più licenze o più utenze sulla stessa soluzione: tutto escluso. Il decreto chiede soluzioni nuove e aggiuntive, o più avanzate e sicure di quelle che hai.
  • I servizi accessori oltre il 30%. Configurazione, monitoraggio e supporto sono ammessi fino al 30% del piano, e solo se collegati a un servizio dell’elenco.
  • Gli acquisti anteriori alla domanda. Qui il decreto non lascia margini: i piani devono partire dopo la presentazione.

Le regole su tempi e acquisti

L’articolo 4 prevede tre modi per acquistare. Si sceglie nella domanda e dopo non si cambia (art. 8, comma 4).

  1. Acquisto diretto. Paghi software e servizi, anche con fatture di acconto, ma solo successive alla domanda. Spese e pagamenti entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione. Nessun vincolo di durata del servizio.
  2. Abbonamento. Almeno 24 mesi. Si finanziano i canoni dei primi 24 mesi: se il contratto è di 36, gli ultimi 12 restano a tuo carico. L’abbonamento va sottoscritto dopo la domanda ed entro 30 giorni dalla concessione, con comunicazione al MIMIT entro 60 giorni.
  3. Una combinazione dei due.

Un dettaglio che si dimentica: se recedi dall’abbonamento o cambi fornitore, l’agevolazione si interrompe e perdi il contributo residuo (art. 8). I 24 mesi sono un impegno che il MIMIT controlla.

I tempi del denaro: l’istruttoria dura fino a 60 giorni dalla domanda. Poi chiedi l’erogazione, non prima di 3 mesi dalla concessione. Può arrivare in due quote (la prima dopo aver sostenuto almeno il 50% del piano) o in una sola. Ogni fattura deve riportare il CUP assegnato alla domanda e il codice identificativo del servizio. Metti in conto di anticipare la spesa: il voucher rimborsa, non paga al posto tuo.

Cosa fare prima delle 12 del 10 novembre

La compilazione è aperta dal 20 ottobre: chi ha già compilato e firmato la domanda può inviarla appena si apre lo sportello, e in un sistema cronologico è un vantaggio. Un ordine di lavoro che regge:

  1. Controlla i requisiti. Sei una PMI secondo la raccomandazione 2003/361/CE? Hai 30 Mbps? Hai la PEC, la firma digitale e uno SPID, una CNS o una CIE per il legale rappresentante o per il delegato?
  2. Fai l’inventario di ciò che usi. Il decreto vuole una dichiarazione sullo stato di partenza: cosa hai in cloud, cosa no, cosa cambierà. Senza questa fotografia non puoi dimostrare che il prodotto è nuovo o migliore.
  3. Scegli il fornitore dall’elenco. L’elenco dei soggetti abilitati sta sulla piattaforma Invitalia, raggiungibile dalla pagina dell’incentivo. Verifica sia il fornitore sia i codici dei prodotti, anche se il fornitore te li dichiara già.
  4. Chiedi l’offerta con i codici. La domanda richiede le offerte con i codici identificativi e la descrizione dell’upgrade rispetto a ciò che hai. Un preventivo generico non basta.
  5. Non firmare e non pagare nulla finché la domanda non è inviata. Neanche un acconto. Raccogli le offerte, ma l’ordine parte dopo.
  6. Controlla l’assicurazione. La domanda include una dichiarazione sull’obbligo di polizza a copertura dei danni, previsto dall’articolo 1, comma 101, della legge 213/2023, e il MIMIT lo verifica anche all’erogazione.

Prima di mettere l’IA nel pacchetto

Il voucher dice cosa puoi finanziare, non cosa ti conviene. Tre verifiche sul prodotto.

I dati. Un assistente che legge anagrafiche doppie e giacenze sbagliate risponde sbagliando, con tono sicuro. Se il gestionale che sostituisci ha dati sporchi, la pulizia viene prima della funzione.

Chi decide. Prezzi, pagamenti e registrazioni contabili restano alle persone: l’IA propone, qualcuno conferma, e un registro tiene traccia di proposte e conferme.

Il tuo processo. Una funzione che nessuno apre resta una riga in fattura. Un gestionale che legge le fatture in PDF e precompila i campi toglie ore ogni settimana: parti da un passaggio così. Se il tuo modo di lavorare non entra in un prodotto standard, un ERP su misura può servire di più, e potrebbe non essere finanziabile con il voucher: il decreto parla solo di prodotti e servizi dell’elenco e non cita il software sviluppato su richiesta. Prima di contarci, chiedilo al MIMIT.

Questo tipo di scelta lo seguiamo nella consulenza AI per aziende, nell’AI integrata in ERP e CRM e negli ERP con AI integrata.

Dove si perde la domanda

Si perde in due modi. Il primo è arrivare tardi: lo sportello è cronologico, la dotazione è limitata e il MIMIT comunicherà l’esaurimento. Prima di inviare, guarda sulla pagina dell’incentivo che lo sportello sia ancora aperto. I documenti vanno pronti prima, non il giorno stesso.

Il secondo è il fornitore. Un ERP fuori elenco, o un codice prodotto diverso da quello dell’offerta, ferma la pratica in istruttoria: il MIMIT accerta fornitori e prodotti voce per voce.

L’articolo riassume decreto e pagina del MIMIT all’8 novembre 2026. Per la tua situazione fiscale e il massimale de minimis serve il commercialista.

Domande frequenti

L'intelligenza artificiale è finanziabile con il voucher cloud e cybersecurity?

Solo dentro un software in cloud dell'elenco. Il decreto del 4 agosto 2026 ammette le soluzioni di produttività aziendale (ERP) integrate con funzioni di IA, nella categoria SaaS. Il decreto non prevede una voce per chatbot, modelli o agenti acquistati da soli: cosa sia ammesso lo decide l'elenco dei prodotti del MIMIT, da controllare prima.

Posso comprare il software prima di presentare la domanda?

No. Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda, anche le fatture di acconto. Un abbonamento va sottoscritto dopo la domanda e comunque entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione.

Quanto si ottiene davvero dal voucher?

Il 50% delle spese ammissibili, fino a 20.000 euro. Il piano di spesa parte da 4.000 euro. Per arrivare al tetto serve un piano da 40.000 euro. Il contributo è a fondo perduto, in de minimis, e arriva dopo la rendicontazione.

Il fornitore deve essere in un elenco?

Sì, sia il fornitore sia il prodotto. Il decreto chiede che fornitori e servizi scelti compaiano nell'elenco del MIMIT, con i codici identificativi. Se manca uno dei due, la domanda non supera l'istruttoria.

Fonti

  1. MIMIT, pagina dell'incentivo «Sostegno alla domanda di servizi di cloud computing e cyber security» (ultima modifica 3 novembre 2026)
  2. MIMIT, decreto direttoriale 4 agosto 2026, termini e modalità di presentazione delle domande (pubblicato il 7 agosto 2026, comunicato in Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2026), testo del PDF letto per intero
  3. ISTAT, Imprese e ICT, anno 2025 (comunicato del 15 dicembre 2025)

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