Per le risposte AI Google dice che non serve un SEO diverso
Google ha scritto che per comparire in AI Overviews e AI Mode non servono file, markup o testi pensati per l'AI. Vale per Google Search, non per ChatGPT o Perplexity. Ecco cosa cambia per una PMI, cosa controllare e cosa non pagare.
SEO AEO GEO6 min di letturaRedazione ALDEIA
Il 15 maggio 2026 Google ha pubblicato una guida su come ottimizzare un sito per le funzioni di intelligenza artificiale di Search. La tesi: per comparire in AI Overviews e AI Mode non serve un SEO diverso. llms.txt, testi spezzettati in frammenti e riscritture pensate per i modelli linguistici non servono a Google. Se ti hanno proposto un «pacchetto GEO» costruito su queste cose, rileggi il preventivo.
La guida riguarda solo Google Search. Su ChatGPT, Perplexity e altri assistenti non dice niente, e li trattiamo più sotto come questione separata.
Cosa dice la guida
Si intitola «Optimizing your website for generative AI features on Google Search». Il post di presentazione, firmato da John Mueller il 15 maggio 2026, la indica come risorsa per proprietari di siti, SEO e sviluppatori e annuncia che chiarisce alcuni equivoci su «AEO» e «GEO». Per una PMI contano cinque punti.
- Le basi della SEO restano le basi. Secondo la guida, AI Overviews e AI Mode si appoggiano ai sistemi di ranking principali di Google Search. Il post di Mueller definisce le buone pratiche SEO «rilevanti e fondamentali» anche per queste funzioni.
- Nessun file speciale. Per comparire in Google Search non servono nuovi file leggibili dalle macchine, file di testo per l’AI, markup o Markdown. Su llms.txt la guida aggiunge che Search non lo usa.
- Nessun obbligo di spezzettare. I contenuti non vanno divisi in piccoli pezzi perché l’AI li capisca, e non esiste una lunghezza ideale della pagina.
- Nessuna scrittura per i modelli. I sistemi capiscono sinonimi e significati: non serve inseguire ogni variante di una parola chiave.
- Nessun markup dedicato all’AI. I dati strutturati schema.org restano consigliati come parte della SEO normale, non come requisito per le risposte AI.
Sulla parte commerciale la guida invita chi valuta consigli o servizi su «AEO» e «GEO» a diffidare degli strumenti di terze parti che promettono successo nel ranking o dicono di usare metriche «interne» di Google, e ricorda che nessuno strumento esterno ha accesso ai sistemi interni. Per le agenzie vale lo stesso buon senso, ma è un nostro giudizio, non una frase di Google.
Una cautela sulla data: la pagina della guida non riporta un aggiornamento. Quella certa è del post, 15 maggio 2026.
Cosa non copre: ChatGPT e Perplexity
Per gli altri assistenti la fonte è la documentazione di ciascuno, e dice meno di quanto raccontino molti venditori.
OpenAI scrive che i siti che bloccano OAI-SearchBot non compaiono nelle risposte di ricerca di ChatGPT, e consiglia di ammetterlo in robots.txt. GPTBot è un altro bot: bloccarlo significa che i contenuti non vanno usati per addestrare i modelli, ma non decide la presenza nella ricerca. Perplexity scrive che PerplexityBot serve a mostrare e linkare i siti nelle sue risposte, che non viene usato per addestrare modelli di base, e consiglia anch’essa di ammetterlo.
Nessuna delle due pagine indica llms.txt come criterio per comparire nelle risposte: lo citano solo come indice della propria documentazione. Il file nasce da una proposta di Jeremy Howard del 3 settembre 2024: un file Markdown nella radice del sito con contenuti adatti ai modelli. È una proposta aperta, passata alla versione 2 il 10 agosto 2026. Google dice che Search non la usa; OpenAI e Perplexity non la indicano nelle regole dei loro crawler. Non abbiamo trovato dichiarazioni ufficiali di un uso per la ricerca, e chi garantisce un effetto vende un’ipotesi.
Per ChatGPT e Perplexity la prima verifica è l’accesso dei crawler, non un file.
Due preventivi a confronto
Un esempio inventato. Un’azienda di serramenti con sito e catalogo riceve due offerte.
La prima è un «pacchetto GEO»: llms.txt, testi riscritti in frasi brevi, markup aggiuntivo. La seconda controlla che le pagine siano indicizzabili, rende i testi più specifici, aggiunge pagine con informazioni che i concorrenti non hanno e misura quali pagine compaiono nelle risposte. Secondo la guida, per Google conta la seconda.
La prima non è inutile: un llms.txt costa poco e non fa danni. Il problema è pagarlo come soluzione. Un’offerta così lascia scoperte le basi, che sono quelle con un effetto.
Il contesto spiega perché la promessa semplice attira. Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano (comunicato del 21 maggio 2026), il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede investimenti in intelligenza artificiale. Senza competenze interne, il pacchetto già pronto è più facile da comprare.
Cinque controlli prima di pagare
- Pagine indicizzate. In Search Console, nel rapporto sulle pagine, verifica che servizi, schede e articoli non siano esclusi. Una pagina fuori dall’indice non entra in una risposta AI.
- Snippet consentito. La guida chiede pagine idonee a comparire in Search con uno snippet. Cerca nel codice istruzioni
nosnippetomax-snippetmesse anni fa e dimenticate. - Contenuto in testo. Prezzi, tempi, zone servite e condizioni stanno nell’HTML, non solo in un’immagine o in uno script.
- Contenuto che altri non hanno. Un punto di vista, un’esperienza diretta, un dato tuo. La guida indica contenuti originali e non banali, con titoli e sezioni chiari. Una pagina che ripete ciò che dicono dieci siti uguali non ha niente da farsi citare.
- Report sulle funzioni AI in Search Console. La guida invita a monitorare le prestazioni con quel report, che dice se le tue pagine compaiono nelle funzioni AI di Google.
Per ChatGPT e Perplexity, cinque minuti: apri il robots.txt e controlla che OAI-SearchBot e PerplexityBot non siano bloccati per errore. Bloccare l’addestramento e restare nella ricerca sono scelte diverse, su bot diversi.
Quattro domande a chi ti propone un GEO
- Cosa cambia nella mia pagina? Se la risposta è «un file nella radice» e basta, è poco.
- Su quale motore vale? Una proposta seria distingue Google da ChatGPT e Perplexity. «Funziona su tutte le AI» vuol dire che nessuna delle tre documentazioni è stata letta.
- Come misuriamo? Per Google c’è Search Console. Per gli assistenti serve un elenco fisso di domande reali, ripetuto nel tempo, con le fonti citate. Nessuno può garantire una citazione: i modelli cambiano e rispondono in modo diverso alla stessa domanda.
- Il lavoro tocca contenuti e parti tecniche? Se no, è decorazione.
Cosa facciamo noi
Per Google il lavoro è SEO fatta bene: indicizzazione, parti tecniche in ordine, contenuti scritti per chi li legge. Lo trovi in SEO, AEO e GEO e nella consulenza SEO. Per ChatGPT e Perplexity lavoriamo su fatti coerenti tra le fonti e su una misura ripetuta delle citazioni: è il cluster GEO, che comprende il servizio su llms.txt e contenuti pronti per l’AI. Il file lo prepariamo se serve, dopo il lavoro sui contenuti.
Domande frequenti
Serve il file llms.txt per comparire nelle risposte AI di Google?
No. La guida di Google dice che per comparire in Google Search non servono nuovi file leggibili dalle macchine, file di testo per l'AI, markup o Markdown, e che Search non li usa. Crearli per altri servizi che li leggono resta una scelta libera.
Devo spezzettare i testi in blocchi brevi per farli capire all'AI?
No. Per Google non c'è nessun obbligo di dividere i contenuti in piccoli frammenti. I suoi sistemi gestiscono più argomenti nella stessa pagina e mostrano la parte pertinente. Scrivi per chi legge, con titoli chiari.
La guida di Google vale anche per ChatGPT e Perplexity?
No, parla solo di Google Search. Per ChatGPT e Perplexity le istruzioni pubbliche riguardano i crawler: OAI-SearchBot e PerplexityBot vanno ammessi in robots.txt. Su llms.txt nessuna delle due documentazioni stabilisce una regola per la ricerca: lo citano solo come indice della propria documentazione.
Come capisco se un'agenzia mi vende fumo con il GEO?
Chiedi cosa cambia nella tua pagina e come lo misura. La guida di Google invita a diffidare degli strumenti che promettono successo nel ranking o metriche interne di Google. Per le agenzie vale lo stesso buon senso (giudizio nostro): diffida dei pacchetti basati solo su un file o su un markup.
Fonti
- Google Search Central, «Optimizing your website for generative AI features on Google Search» (guida, senza data di aggiornamento in pagina)
- Google Search Central Blog, John Mueller, «A new resource for optimizing...», 15 maggio 2026
- OpenAI, documentazione dei crawler (OAI-SearchBot, GPTBot, ChatGPT-User), senza data in pagina
- Perplexity, documentazione di PerplexityBot, senza data in pagina
- llmstxt.org, proposta del file llms.txt (Jeremy Howard, 3 settembre 2024; versione 2 del 10 agosto 2026)
- Osservatori del Politecnico di Milano, comunicato sull'innovazione digitale nelle PMI, 21 maggio 2026
Servizi collegati
GEO
Il GEO è il lavoro che prepara il tuo brand a essere citato nelle risposte di ChatGPT, Perplexity e Google AI Overviews. Si fa con pagine chiare, fonti che parlano di te e una misura delle citazioni ripetuta nel tempo.
SEO AEO GEO
Un’agenzia SEO oggi lavora su tre fronti: comparire su Google (SEO), essere scelti come risposta diretta (AEO) e venire citati dalle intelligenze artificiali (GEO). Partono dagli stessi contenuti, quindi li gestiamo insieme.
SEO
Siamo un’agenzia SEO che misura il lavoro sulle richieste e sulle vendite, non sulle posizioni. Si parte da una diagnosi del sito, si sistema la parte tecnica, poi si scrive per le domande vere dei tuoi clienti.
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