Dal 15 ottobre le risposte di Google linkano di più: dove può comparire una PMI
Google ha aumentato i link in linea nelle risposte AI, sta testando una vista per i siti ufficiali e porta le Preferred Sources anche nelle risposte AI. Tre cose diverse, con stati diversi: ecco cosa vale per il sito di una PMI italiana.
SEO AEO GEO6 min di letturaRedazione ALDEIA
Il 15 ottobre 2026 Google ha scritto che i link in linea nelle sue risposte AI sono aumentati in modo «continuo e sostanziale». Lo ha detto Hema Budaraju, responsabile di prodotto, nel post «More ways to connect with the web from Search». Il post contiene tre novità con tre stati diversi: una già attiva, una in test, una che dipende dalla scelta di chi cerca. Per il sito di una PMI italiana vanno lette una per una.
Per le prime due il post non nomina nessun paese: nel testo diciamo sempre cosa è confermato per l’Italia e cosa no.
Le novità, voce per voce
Il post ne elenca cinque. Tre toccano un sito aziendale, due quasi per nulla.
Link in linea più numerosi. Google dice di averne aumentato la presenza nelle risposte AI e di lanciare modifiche per mostrarli più in alto. Stato: attivo in parte, in lancio per il resto. Paesi e lingue non indicati.
Vista per i link ufficiali. Google farà un test («we’ll be testing a new display») per mettere in evidenza i link ufficiali, con una nota sul perché ciascun link è utile. Stato: in test. Nessun paese indicato e nessun criterio su cosa Google consideri «ufficiale».
Caroselli di notizie e Preferred Sources. I caroselli per gli articoli di attualità arrivano «in più località e lingue nel mondo» e mettono in evidenza anche le fonti scelte dall’utente come preferite. Chi usa le Preferred Sources è cresciuto di oltre 7 volte dall’inizio dell’anno, dice Google, senza fornire il numero assoluto.
Articoli correlati e nomi dei creator. I link agli articoli correlati diventano più visibili, con miniature. I nomi cliccabili di creator e publisher sono in test solo nei risultati video di AI Mode. Senza canale video o redazione, per una PMI qui non c’è niente da fare.
Le novità riguardano le esperienze AI di Google nel complesso, quindi AI Overviews e AI Mode.
Cosa è confermato per l’Italia
Una tabella separa i test dalle regole.
| Novità | Stato dichiarato da Google | Italia |
|---|---|---|
| Più link in linea nelle risposte AI | Attivo in parte, in lancio | Non dichiarato nel post: da verificare |
| Vista per i link ufficiali | In test | Non dichiarato: non sappiamo se il test arriva |
| Caroselli di notizie | In avvio in più paesi e lingue | Elenco dei paesi non fornito |
| Preferred Sources in Top Stories | In tutte le lingue supportate | Copertura generale, l’italiano non è citato |
| Preferred Sources in AI Mode e AI Overviews | Dove sono disponibili queste funzioni | Dipende dalla disponibilità delle funzioni |
Le ultime due righe vengono dalla guida di Search Central per i publisher e dal post del 30 aprile 2026, che parla di diffusione in «tutte le lingue supportate». Nessuna delle due pagine nomina l’italiano. Dove leggi «da verificare», la prova costa dieci minuti: apri la Ricerca da un telefono italiano, fai cinque domande sulla tua attività e guarda cosa compare.
Un link in più non è un clic in più
Il report di Search Console sulle funzioni AI generative, presentato il 3 giugno 2026, mostra le impressioni di AI Overviews e AI Mode per pagina, paese e periodo. Il post di presentazione non parla di clic. Chi ti dice quanto traffico portano questi link lo stima, non lo misura, e per questo qui non trovi nessun numero di traffico.
Cambia invece la quota di risposte in cui una fonte è visibile e cliccabile. Prima il tuo sito poteva contribuire a costruire la risposta senza comparire in modo evidente. Ora la probabilità di comparire come link cresce, e la pagina deve reggere la visita.
Tre scenari inventati, non casi di clienti.
- Un ristorante di Occhiobello, cercato con «dove mangiare pesce vicino al Po». Il link utile è la pagina con menu, orari e prenotazione. Se il menu è un PDF fotografato, la risposta non ha niente da citare.
- Un’impresa di impianti termici a Cologno Monzese, cercata con «sostituzione caldaia preventivo Milano est». Conta la pagina del servizio con tempi, zone coperte e richiesta di preventivo. Con «contattaci» come unico testo, non c’è niente da linkare.
- Un negozio online di accessori per la casa, cercato con il nome del marchio. È il caso più vicino alla vista sui siti ufficiali: Google deve riconoscere il sito come quello del marchio. Dati d’azienda coerenti ovunque aiutano, ma Google non ha detto che bastino.
Preferred Sources
Sono una scelta dell’utente. Chi cerca indica un sito come fonte preferita e da quel momento i contenuti di quel sito hanno più probabilità di comparire in Top Stories con un badge «preferred». Secondo la guida di Search Central, lo stesso vale in AI Mode e AI Overviews per gli utenti che hanno scelto quel sito.
Tre vincoli che nel post del 15 ottobre non si leggono.
- Nessuna candidatura. La scelta è un’azione dell’utente. Il sito può solo facilitarla.
- Contano dominio e sottodominio. Una sottocartella come il blog dentro il dominio non è selezionabile, un sottodominio come quello con il www sì.
- Per AI Mode e AI Overviews il sito deve essere incluso nelle funzioni AI generative in Search Console, dice la guida.
Facilitare la scelta è un lavoro tecnico piccolo. La guida indica due strade: un pulsante, con lo script di Google nella testata della pagina e un elemento div con l’attributo google-add-preferred-source-btn, oppure un link diretto alla pagina delle preferenze con il tuo dominio. Nessuna delle due è obbligatoria per comparire come fonte preferita.
Le Preferred Sources nascono per le notizie: servono se pubblichi cose nuove con regolarità e hai lettori che ti seguono. Con un articolo ogni due mesi c’è poco da guadagnare. Con un blog di settore aggiornato ogni settimana, sì.
Cosa fare, in quest’ordine
- Guarda cosa vede Google di te. Le impressioni stanno nel report sulle funzioni AI generative di Search Console. Parti da lì, non da una stima.
- Controlla le pagine che vuoi far linkare. Servizio, sede, orari, contatti, prezzi dove li dichiari: un tema per pagina, testo vero e non in immagine, titolo che dice di cosa si parla. È la SEO di base che la guida di Google alle risposte AI conferma come fondamento.
- Dì le stesse cose dappertutto. Ragione sociale, indirizzo, telefono, orari e descrizione uguali sul sito, sulla scheda Google dell’attività e sui profili esistenti. Per l’attività locale è il lavoro della SEO locale.
- Marca i dati di base. I dati strutturati di organizzazione, sede e servizi dicono a un motore cos’è ogni cosa nella pagina. Non garantiscono la comparsa, aiutano la lettura.
- Fatti confermare da fuori. Citazioni di associazioni di categoria, camere di commercio, testate di settore e partner distinguono un marchio da un sito qualsiasi. Si chiama brand authority e non si compra a pacchetto.
- Aggiungi il pulsante delle Preferred Sources solo se hai un flusso regolare di contenuti freschi.
- Ripeti la prova ogni mese. Cinque domande fisse sulla tua attività, stesso giorno, uno screenshot. Se la vista sui siti ufficiali arriva in Italia, la vedi prima così che da un annuncio.
Se preferisci farlo con qualcuno, il lavoro su AI Overviews e AI Mode parte dal controllo di queste pagine e di queste domande.
Cosa non sappiamo
- Se e quando la vista sui siti ufficiali arriva in Italia: è un test e Google non ha dato date.
- Con quali criteri Google decide cosa è ufficiale.
- Quanti clic portano i link in linea: nel post Google non lo dice.
Aggiorniamo l’articolo quando Google pubblica una conferma su uno di questi punti.
Domande frequenti
I link nelle risposte AI di Google portano visite al mio sito?
Il report sulle funzioni AI mostra impressioni, e il post di presentazione non parla di clic. Per questo non abbiamo un dato di Google sul traffico che arriva da questi link. Chi dice di conoscere il traffico che arriva da questi link lo ricava da stime esterne, non da un dato di Google.
Come divento fonte preferita su Google?
La scelta spetta all'utente, non al sito. Google non prevede una candidatura. Puoi solo rendere facile la scelta, con un pulsante o con un link diretto alla pagina delle preferenze. Il sito deve essere un dominio o un sottodominio, non una sottocartella.
Il mio sito è un «sito ufficiale» per Google?
Google non ha spiegato come lo stabilisce. Il post del 15 ottobre 2026 parla di un test per mostrare in evidenza i link ufficiali, senza descrivere i criteri. Puoi rendere coerenti nome, dati e sedi sul sito e sui profili collegati.
AI Mode e AI Overviews sono la stessa cosa?
No, sono due esperienze della Ricerca. Le AI Overviews sono la sintesi sopra i risultati, AI Mode è una conversazione a parte, a cui si passa anche da una AI Overview. Il post del 15 ottobre 2026 riguarda entrambe.
Fonti
- Google, «More ways to connect with the web from Search», Hema Budaraju, 15 ottobre 2026
- Google Search Central, guida alle Preferred Sources per i publisher
- Google, «Preferred Sources now available in all languages», 30 aprile 2026
- Google Search Central, report sulle prestazioni delle funzioni AI generative, 3 giugno 2026 (nota del 31 agosto 2026)
- Google, «AI Mode and AI Overviews updates» (Gemini 3 modello predefinito delle AI Overviews), 27 gennaio 2026 (appoggio)
- Osservatori Politecnico di Milano, Innovazione Digitale nelle PMI, comunicato del 21 maggio 2026
Servizi collegati
GEO
Il GEO è il lavoro che prepara il tuo brand a essere citato nelle risposte di ChatGPT, Perplexity e Google AI Overviews. Si fa con pagine chiare, fonti che parlano di te e una misura delle citazioni ripetuta nel tempo.
SEO
Siamo un’agenzia SEO che misura il lavoro sulle richieste e sulle vendite, non sulle posizioni. Si parte da una diagnosi del sito, si sistema la parte tecnica, poi si scrive per le domande vere dei tuoi clienti.
AEO
L’AEO è il lavoro che prepara una pagina a essere letta, estratta e mostrata come risposta alla domanda di chi cerca. Non promette il primo posto: costruisce le condizioni perché la tua risposta sia quella più facile da scegliere.
Quanti contatti vuoi?
Raccontaci da dove parti. Ti diciamo cosa misurare, cosa togliere e cosa costruire.